SULLE STRADE DELLA "RESISTENZA" n. 744

Moncestino - Fravagnano - Moncestino

La rosea ed imponente architettura di Palazzo Giustiniani, sede dell’Amministrazione comunale, definisce il punto di partenza del sentiero n.744, che s’avvia proprio dal piazzale antistante: Piazza Marconi.

Il primo tratto del percorso ricalca il sentiero n. 710 e segue Via Roma, contenuta a monte da robuste mura, sostituite poi da un’alta parete rocciosa.

Lasciato il 710, che scende a sinistra su sterrata, si procede ancora per pochi passi sull’asfalto e si scende a destra in Via Bolara, piccola via di campagna e, raggiunta l’omonima cascina, si segue la discesa a destra. Trascurata una via a destra ed una seconda a sinistra, si perviene ad incrociare una nuova sterrata – proprio di fronte si dispiega Seminenga, frazione di Moncestino – e si continua girando a sinistra. In breve e sempre scendendo, si raggiunge, piegando a destra, la Strada della Valletta ed il fondovalle percorso dal Rio della Valle, dove si affiancano due laghetti artificiali. Tra i pioppi di quest’umida valle cresce l’equiseto, conosciuto con il nome popolare di coda cavallina, ed è possibile udire il canto… delle rane!

Il tragitto prosegue poi in lieve salita e porta alla strada asfaltata, che conduce a Seminenga, e si svolta a sinistra in direzione di Fravagnano, frazione di Verrua Savoia, che ricade già in provincia di Torino.

Arrivati a Fravagnano, piccola borgata circondata da verdi prati, si svolta a destra alla cappella di S.Lucia e si prende a salire, salita che diviene sempre più ripida, dopo aver tenuto la destra alle ultime case del borgo.

La chiara strada terrosa sale tra i frutteti e, giunti in prossimità di un pioppeto, al bivio, si prende a destra un sentiero che, con il procedere, diviene sempre più stretto e conduce, immerso nel bosco, alla sommità di un colle.

Il panorama si apre ampio sulle colline della provincia torinese: ben riconoscibile Verrua Savoia con la sua Rocca a picco sul Po e le sue frazioni Sulpiano e Camorano; riconoscibile, seppur lontano, sull’appuntito colle il paese di Marcorengo con la sua chiesa.

Il tracciato si dirige ora verso un casotto diroccato e prosegue in discesa zigzagando tra gli alberi del fitto bosco ceduo. Al termine del bosco si sopraggiunge ad una vigna e s’imbocca a destra una strada di campagna che avanza ancora tra gli alberi e radure che consentono di spaziare sia verso i colli che cingono Crea, sia verso la pianura vercellese ed il fiume.

Al bivio successivo, dove è presente un termine di pietra, che delimita il confine tra le provincie di Alessandria e Torino, si piega a sinistra in discesa, costeggiando così il Bosco delle Castagne, che cresce sul Bric Bastione considerato dalla tradizione popolare utile barriera naturale contro i temporali provenienti da nord-ovest. Si procede ed alla destra comincia ad apparire, sul colle, l’abitato di Moncestino; a valle la chiesa di Santa Maria delle Tre Valli, posta al centro di tre vallette che si dipanano da essa; infine la frazione di Coggia, ormai vicina; si raggiunge così un pianoro erboso e molto panoramico, ove è stato costruito, all’ombra di un ciliegio, un deposito per attrezzi contadini, che fu, in tempo di guerra, primo rifugio per alcuni aviatori inglesi paracadutati su queste terre.

Si scende e, giunti al limitare della strada asfaltata di Coggia-Case Superiori, si prosegue a sinistra su via erbosa che, poco dopo, diviene asfaltata e sale lievemente. Si arriva dunque alla Rocca di Coggia, dove erano poste, durante la guerra partigiana del secondo conflitto mondiale, le trincee del III gruppo della Divisione Autonoma "Monferrato"; Rocca le cui pareti di roccia sedimentaria cadono a picco sul fiume. Si entra nell’abitato in Via Coggia, che si abbandona poi per intraprendere sulla sinistra la via inghiaiata: l’antica strada di Coggia, anch’essa splendida balconata da cui si possono ammirare i paesi ed i borghi posti sulla sinistra orografica del Po. Il percorso continua in discesa e su asfalto, per raggiungere, dopo aver superato l'abitato di Coggietta e l'originale cappella votiva a pianta circolare dei SS. Sebastiano e Rocco, Moncestino meta del ritorno.

Durata: h. 2.30

Difficoltà: nessuna

Periodo consigliato: la stagione migliore è la primavera ma l'autunno e l'inverno consentono una visione diversa del paesaggio

Attrezzatura: scarpe con suola di gomma

Testi di: Anna Maria Bruno e Daniela Roncarolo

Soc. Coop. Ar.Tur.O. - Casale Monferrato